Diritto romano

Diritto romano

Imponente elaborazione di norme fatta dai Romani ed evolutasi a contatto continuo con i bisogni di una società in crescente sviluppo.
Il (—) costituisce la vera base del diritto italiano moderno.
Strumento essenziale di sviluppo del (—) fu l’edictum [vedi] del pretore, magistrato annuale con poteri di giurisdizione. Quando, nel periodo dell’impero, questa fonte si esaurì, il (—) continuò a prodursi attraverso le costituzioni imperiali e i senatusconsulta, ma soprattutto attraverso i responsa prudentium, ossia le decisioni dei giureconsulti più autorevoli e insigniti di questa speciale facoltà (Sabino, Gaio, Papiniano, Giuliano, Celso). Intorno al IV secolo, si cominciò a compendiare tutto questo materiale prima in raccolte private, quali il Codice Gregoriano [vedi] e il Codice Ermogeniano [vedi] e poi in raccolte ufficiali, come il Codice Teodosiano [vedi].
La più imponente raccolta di (—) fu, comunque, il Corpus iuris civilis [vedi], elaborato da giuristi e giurisperiti dell’età di Giustiniano I [vedi].