Macroeconomia

Macroeconomia

Termine, coniato nel 1933 dall'economista norvegese R. Frisch (v.), con il quale si indica quella branca dell'analisi economica che studia i fenomeni economici come entità globali. Ne deriva che il campo d'azione della macroeconomia è l'analisi di determinate grandezze (ad es. produzione, consumo, investimento, risparmio, importazione, esportazione ecc.) aggregate a livello di una regione, di un paese o di un insieme di paesi, nonché le relazioni esistenti tra tali grandezze.
Nella sfera di competenza della macroeconomia rientra, inoltre, il complesso di politiche economiche poste in essere dallo Stato (ad es. spesa pubblica, politica monetaria, politica fiscale) al fine di incidere sul livello generale dell'attività economica e, quindi, controllare una serie di fenomeni come l'inflazione, la disoccupazione, la bilancia dei pagamenti ecc.
La macroeconomia si distingue dalla microeconomia (v.) in quanto quest'ultima analizza le unità elementari della vita economica (impresa, consumatore ecc.).
L'analisi macroeconomica degli economisti classici si limitava alla formulazione di considerazioni isolate, per cui occorrerà attendere l'opera di K. Marx (v.) per riscontrare una teoria fondata su una visione più generale dell'economia. Tuttavia, sarà Keynes (v.) a dare uno slancio considerevole allo sviluppo di tale ramo della scienza economica, ponendola a fondamento delle analisi sulla contabilità nazionale (v.).