Acqua potabile

Per la definizione di impianto per l’acqua, e la distinzione tra le parti comuni dell’impianto e quelle di proprietà esclusiva, si rinvia a quanto detto a proposito dell’impianto per l’acqua calda centralizzata.
Con specifico riferimento all’erogazione di acqua potabile da parte dell’acquedotto comunale, va altresì precisato che, ove l’erogazione stessa sia insufficiente a rifornire tutti i piani dell’edificio, è possibile, da parte dei condòmini interessati, installare impianti di autoclave (fig. 3) autonomi o richiedere in assemblea l’installazione di un impianto di sollevamento centralizzato che, in questo caso, andando a costituire parte integrante dell’impianto per l’acqua, deve considerarsi di proprietà comune.
È inoltre facoltà dei condòmini che lamentino la scarsa erogazione fare ricorso alla procedura cautelare d’urgenza (art. 700 c.p.c.), anche quando l’assemblea abbia già deliberato, alla data di presentazione del ricorso, di voler effettuare gli interventi.
Va sottolineato, per inciso, che, dato il carattere di essenzialità rivestito dal sevizio di erogazione dell’acqua potabile, l’assemblea dei condòmini non può negare l’installazione dell’impianto di autoclave in quanto una deliberazione in tal senso violerebbe il diritto di ciascun condòmino di godere del normale flusso dell’acqua.