Assimilazione

Assimilazione
Processo in cui si recepiscono interiormente certi aspetti dell'ambiente esterno, trasformando fatti e stimoli per adeguarli ad aspettative legate all'esperienza. Il termine viene impiegato in vari contesti, assumendo significati differenti.
1) Psicologia sociale. In questo ambito il termine si riferisce al processo per cui un individuo o un gruppo assorbono modelli sociali e culturali, credenze religiose, particolari modi di vita di un altro gruppo, in genere più esteso e dominante. Gli ostacoli ai processi di a. possono essere fonti di gravi frustrazioni e di sentimenti di inferiorità, così come la forzata a. può condurre a comportamenti aggressivi e violenti.
2) Psicologia dell'apprendimento. Il termine è stato introdotto da Wundt, il quale lo intese come processo formativo che compare nella maniera più evidente nelle rappresentazioni quando gli elementi assimilanti nascono dall'attività riproduttiva e gli elementi assimilati da impressioni sensoriali immediate. Gli elementi delle immagini mnemoniche vengono allora immessi nell'oggetto esterno, così che, specialmente se l'oggetto esterno e gli elementi riprodotti differiscono notevolmente fra di loro, l'avvenuta percezione sensoriale appare come un'illusione che inganna sulla vera natura delle cose. A questo concetto si rifà Piaget per indicare il processo attraverso il quale il bambino incorpora nei propri preesistenti schemi mentali gli oggetti e gli eventi del mondo esterno. Piaget distingue l'a. che incorpora una situazione, o un'esperienza del mondo esterno, per adattarla ad uno schema d'azione già organizzato, dall'accomodamento, in cui il soggetto si deve piegare ad una situazione che non si lascia trasformare.
3) Psicologia analitica. Jung, tenendo in considerazione il concetto di a. di Wundt, lo impiega per indicare l'adeguamento di un nuovo contenuto di coscienza al materiale soggettivo pronto a riceverlo, ragion per cui viene dato particolare rilievo alla somiglianza del nuovo contenuto con il materiale soggettivo preesistente. L'a. è in fondo un processo appercettivo che si distingue dalla pura appercezione per il fatto dell'adeguamento al materiale soggettivo. Jung utilizza il termine come un adeguamento dell'oggetto al soggetto in genere, e vi contrappone la dissimilazione come adeguamento del soggetto all'oggetto, sia che si tratti di un oggetto esterno, sia che si tratti di un oggetto psicologico.
4) Psicoanalisi. In questo ambito si parla di a. simbolica a proposito dello spostamento di energia tra elementi equivalenti che, possedendo una stessa possibilità d'investimento, si prestano a un'a. in virtù del loro legame simbolico o di un'associazione privata del soggetto che favorisce lo spostamento d'investimento.
5) Teoria del carattere. Secondo questa teoria, elaborata da Fromm, l'a. è considerata una forma mancata di socializzazione tipica di chi non sa amare in modo altruistico, per cui la relazione sociale è costretta ad avvenire secondo forme assimilative che offrono diverse tipologie: il recettivo, che si socializza solo se riceve passivamente dagli altri; lo sfruttatore, che si socializza solo rubando o con espedienti ingegnosi e astuti; l'accumulatore, che, dubitando di poter socializzarsi e scambiare con gli altri, tende a risparmiare e ad accumulare tutto quello che può; il mercantile, che si valuta solo nei termini della propria vendibilità agli altri facendo dipendere la sua autostima dal fatto di essere accettato da loro.