Aggressività

Aggressività (lat. adgredi, «andare verso»)

Insieme delle tendenze e delle pulsioni che spingono all’offesa, all’attacco. Si manifesta attraverso comportamenti violenti del soggetto, sia nei confronti dei propri simili, sia nei confronti di ciò che si frappone alle proprie aspettative.
Gli etologi hanno dimostrato che l’(—) si esteriorizza in tutti gli esseri viventi attraverso la delimitazione di un proprio territorio, marchiato in diversi modi (odori, escrementi ecc.).
Sigmund Freud (1865-1939) evidenziò il carattere distruttivo dell’(—), considerando la pulsione ad essa come fondamentale dell’uomo, connessa all’indebolimento del suo istinto di vita. Altri psicologi, invece, tengono conto dell’aspetto costruttivo dell’(—): l’uomo che normalmente diventa aggressivo è capace di «fare fronte», di «intraprendere». Nelle sue manifestazioni più elevate, l’(—) può ad esempio l’aspetto di «entusiasmo militante» (particolare forma di aggressione collettiva, distinta dalla primordiale aggressione individuale). Per lo psicanalista Alfred Adler (1870-1937) l’(—) è il movente istintuale principale, che è all’origine dell’energia psichica. Attraverso essa, l’individuo compensa il senso d’inferiorità nei confronti dei propri simili, giungendo ad affermare la propria personalità. Konrad Lorenz (1903-1989), estendendo al mondo umano concetti ricavati dallo studio del mondo animale, attribuisce all’(—) un’importanza fondamentale nel processo di assunzione delle responsabilità connesse ad un determinato ruolo sociale.