I.N.P.D.A.P.

I.N.P.D.A.P. [nazionale di previdenza per i dipendenti dell'amministrazione pubblica] (leg. soc.)
Ente pubblico, istituito a far data dal 18 febbraio 1993, il quale ha assorbito, determinandone la soppressione, l'ENPAS (che liquidava le buonuscite dei dipendenti statali), l'INADEL (che erogava il trattamento di fine servizio ai dipendenti degli enti locali), l'ENPDEP (che assegnava la indennità funeraria di dipendenti forestali) e le varie Casse di previdenza (la più nota è la CPDEL-Cassa delle pensioni dei dipendenti degli enti locali) gestite dal Ministero del Tesoro.
I settori di intervento dell'(—) sono i seguenti.
— previdenza. L'(—) eroga le pensioni dirette (vecchiaia, anzianità, inabilità e privilegio) e quelle ai superstiti, e alla fine del rapporto di lavoro liquida i trattamenti di fine servizio (indennità di buonuscita e indennità premio di servizio) e il trattamento di fine rapporto dei dipendenti pubblici. Alla previdenza obbligatoria si affianca la previdenza complementare. I destinatari della previdenza complementare sono: dipendenti pubblici e privati, lavoratori autonomi, liberi professionisti, soci di cooperative, cittadini titolari di redditi diversi da quelli da lavoro, familiari a carico;
— contributi. Costituiscono salario differito, e sono somme calcolate sulle retribuzioni e versate all'(—) dalle amministrazioni e dagli enti iscritti per il conseguimento delle prestazioni pensionistiche, previdenziali e creditizie. Esistono vari tipi di contributi, ma quelli principali sono i contributi obbligatori, quelli figurativi, quelli volontari e i contributi per riscatti e ricongiunzioni. Le Amministrazioni e gli Enti iscritti detraggono mensilmente i contributi obbligatori dalla busta paga del lavoratore e, aggiungendo la quota a loro carico, li versano all'(—);
— credito. L'(—) offre due forme di credito: la prima, destinata agli iscritti, prevede prestiti e mutui erogati in via diretta dall'Istituto; la seconda, destinata a iscritti, pensionati e relativi familiari, prevede prestiti e mutui a tassi agevolati grazie a convenzioni che l'Istituto stipula con alcune banche. Prestiti e mutui non costituiscono prestazioni obbligatorie: l'Istituto, infatti, le propone periodicamente sulla base delle disponibilità di bilancio. I prestiti possono essere richiesti dai dipendenti in servizio presso le amministrazioni pubbliche. Il piccolo prestito consente di ottenere per una durata di 12, 24, 36, 48 mesi una somma pari a due, quattro, sei, otto mensilità del proprio stipendio senza presentare alcuna documentazione di spesa. Il prestito pluriennale consente di accedere a un prestito della durata di cinque o dieci anni per una trattenuta massima non superiore al quinto dello stipendio. I mutui, invece, sono destinati all'acquisto della prima casa. Possono richiederli gli iscritti in forma singola o associata (cooperative di iscritti). Il mutuo ipotecario fornisce un finanziamento per l'acquisto e/o ristrutturazione della prima casa di abitazione; la durata è di 10, 15, 20, 25 o 30 anni a tassi di interesse fisso e/o variabile. Il mutuo ipotecario a cooperative formate da iscritti è concesso a cooperative edilizie a proprietà individuale, composte al massimo da 20 soci iscritti all'(—);
— attività sociali. Come parte del più ampio sistema di protezione pubblica, l'(—) propone alcune forme di intervento socio-assistenziale a favore di giovani e anziani, offrendo una variegata tipologia di prestazioni con lobiettivo di promuovere il benessere collettivo. Le attività sociali, quindi, si caratterizzano come politiche di integrazione. Le attività sociali traducono gli indirizzi di politica familiare fissati dagli organi dell'Istituto e non costituiscono prestazioni obbligatorie. Sono progettate e attuate sulla base delle disponibilità di bilancio e prevedono — in alcuni casi — una partecipazione alle spese da parte degli utenti, modulata sulla base dei redditi del nucleo familiare.